Silvia Bizio

Ospite 2021

Giornalista, scrittrice, produttrice, corrispondente di cinema da Los Angeles per La Repubblica e l’Espresso dal 1986, Silvia Bizio e’ un membro della Hollywood Foreign Press Association.

Laureata in Lettere e Filosofia dall’Universita’ degli Studi di Roma, ha conseguito un Master in Sociologia e Comunicazioni di Massa presso l’Universita’ della California a Los Angeles. Ha scritto numerosi libri fra cui “Los Angeles Babilonia” e “Cinema Italian Style”, la storia del cinema italiano agli Oscar e ha vinto il premio Miglior giornalista internazionale del Sindacato Pubblicisti Americani.

E' stata direttore artistico di Cinema Italian Style, rassegna del cinema italiano contemporaneo a Los Angeles prodotta con Cinecitta’ Luce e l’American Cinematheque dal 2004 al 2010 e co-direttore artistico del Taormina Film Festival nel 2018-2019.

Il suo primo film come produttrice, “Il turno di notte lo fanno le stelle,” scritto da Erri De Luca, diretto da Edoardo Ponti e interpretato da Nastassja Kinski, Julian Sands e Enrico Lo Verso, e’ stato shortlisted per gli Academy Awards e ha vinto il festival di Tribeca come miglior cortometraggio. Insieme a Paola Ferrari De Benedetti ha prodotto il documentario “You Never Had it: Una serata con Bukowski”, diretto da Matteo Borgardt, basato su una sua video intervista con Charles Bukowski nel 1981. Sempre con Paola Ferrari De benedetti ha prodotto il documentario “Camp Monticello: Una storia dimenticata”, sul campo di prigionieri di guerra italiani di Monticello, Arkansas, durante la seconda guerra mondiale.
Vive a Los Angeles.

Fuori testo - DI QUA DALLO SCHERMO

Con Maria Pia Ammirati, Riccardo Tozzi, Andrea Occhipinti e Antonietta De Lillo.

Come scegliere le storie, tra cinema e nuova serialità. La letteratura è il bacino immenso da cui spesso i personaggi emergono e le storie si dipanano, perché i produttori privilegiano il libro? Qual è la differenza tra cinema e serie TV e tra serialità tradizionale e nuova serialità? E come si integrano queste due modalità di visione nel futuro dell’audiovisivo?