Andrea Spinelli

Ospite 2021

Andrea Spinelli, classe 1973, è nato e cresciuto a Catania. Un passato come giornalista nel campo dell'informazione visiva, ora appena può parte in cammino, scrivendo sul suo blog www.andreaspinelli.it, e pubblicando foto e testi sulle sue pagine di Facebook, Twitter e Instagram, tutte molto seguite.

Cittadino del mondo, adottato dal Friuli Venezia Giulia ama sentirsi viandante. Ha portato in giro il suo primo libro, Se cammino vivo (Ediciclo, 2018) per tutta l’Italia e ogni incontro è stato partecipato e coinvolgente.
“La parola cancro fa paura”, scrive Andrea Spinelli affetto da un adenocarcinoma alla testa del pancreas in stato avanzato e non operabile dall’ottobre 2013, “ma non deve essere un tabù”. Lui ci convive da quasi cinque anni un passo alla volta, ed è proprio il caso di dirlo, visto che per restare in equilibrio, per tenerlo a bada, ha deciso proprio di camminare. Questo antico e naturale modo di muoversi lo fa star bene e diventa il suo modo di ringraziare la vita,nonostante tutto.
Andrea ha cominciato con viaggi brevi, il tragitto casa-ospedale-casa, e poi, pian piano, è passato ai grandi cammini: la Romea Strata, la Via Francigena, il Cammino di Santiago… In mezzo, ci sono stati momenti difficili, i “pit-stop” necessari per riprendere le forze, per affrontare delle terapie, o sottoporsi ai temuti controlli. Il suo contapassi però aumenta di giorno in giorno e oggi conta più di settemila chilometri, perché “se di cancro si muore, pur si vive”.
«Il malato di cancro, come chiunque affetto da altre malattie molto gravi, spesso è considerato una pratica e non un essere umano. Io questa storia la sto vivendo sulla mia pelle, e per questo posso raccontarla. Chi ha ricordi di me appena uscito dall’ospedale sa di cosa sto parlando… Adesso sopravvivo, posso morire da un giorno all’altro, il mio tumore è inoperabile, non curabile, ma continuo a vivere perché, come ho scritto più volte, di cancro si muore, ma pure si vive.
Questa è la mia strategia, questo è il mio modo di stare dentro il problema: ho un tumore e voglio dirlo a tutti e in tutta onestà. Se non rimango solo, se non mi isolo, se non mi tengo tutto dentro, mi sono detto, posso tutto, posso anche perdere e forse perderò; ma se questo raccontare il cammino con il cancro fosse di aiuto anche solo a una persona, allora alla fine non avrò perso, ma vinto. Non sono un guerriero, ma nemmeno una vittima, sono più semplicemente un uomo, un essere umano malato di cancro.
Sono stato un bambino vivace, un ragazzino vivace, un uomo vivace, adesso il cancro vuole frenarmi ma io sono diventato un malato vivace»
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31.902.272 passi .::. 22.331 km a piedi

dal 3 gennaio del 2017
per pura curiosità, sono 21.200 i chilometri percorsi invece con “Tano il Gabbiano” dal 21 di maggio del 2020

Aggiornamento del 24 luglio del 2021
Camminare non guarisce dal cancro e nello specifico per la tipologia del tumore che mi porto dentro, molto importante è rivolgersi a centri specializzati. Oggi soffro nello scrivere che affrontare questa malattia non è uguale in ogni parte d’Italia. Soffro nel vedere che si danno false illusioni. Soffro nel vedere il mio nome strumentalizzato. Soffro con il cancro al pancreas, e sono ancora vivo. Sono contento che la maggioranza delle persone nutre con me la speranza e per trasmettere la serenità con cui affronto la vita da “sopravvivente” devo per forza di cose informare consapevolmente.

Fuori quota - OGNI PASSO È VITA

Dialoga con Antonio Gregolin, giornalista

Una prognosi infausta gli dà pochi giorni di vita, eppure Andrea non si arrende. Oggi migliaia di chilometri a piedi lo separano da quel giorno, un viaggio lungo 8 anni per rendere unico e significativo un percorso difficile, capace, però, di dimostrare che nessun essere umano è la sua malattia.