Roberto Cipresso

Ospite 2020

Italia, Argentina, Brasile, e ancora Italia. Roberto Cipresso, bassanese di nascita, toscano d’adozione, percorre la sua vita nel solco della passione per il vino. Senza mai fermarsi, senza mai sentirsi arrivato.

Gli studi in agraria a Padova, un master in Trentino con Attilio Scienza e da qui in Toscana, a partire da Montalcino. È il 1987. Un viaggio che dura ancora oggi: l’esperienza con Soldera (Case Basse), Poggio Antico, Ciacci Piccolomini d’Aragona.

La svolta nel 1995 con “La Fiorita”, progetto che Cipresso realizza con due amici di Bassano del Grappa, la sua città: Miki Biasion e Tiziano Siviero. Un’azienda che nel giro di un decennio arriva a una superficie coltivata di 9 ettari dal mezzo iniziale. Nel 2016 la decisione di voltare pagina e concretizzare un sogno inseguito da tempo: dedicarsi al Brunello di Montalcino. Nasce l’Azienda Agricola Roberto Cipresso, grazie a un vigneto cru di Sangiovese, messo a dimora nel 1998, e a un casolare annesso dal nome Poggio al Sole.

Ma il viaggio non ha soste: Cipresso segue molte realtà in 20 diverse regioni italiane e nel contempo svolge consulenze per aziende in Croazia, Brasile, Spagna (Maiorca, Ribera del Duero, Jumilla), Romania, America (CA), Perù, Turchia, Slovacchia, Cile, ma soprattutto Argentina (Mendoza e Cafajate). Ed è in Argentina con l’amico fraterno e socio Santiago Achaval, che nel 1999 prende forma il progetto Achaval Ferrer, seguito nel 2014 da Matervini. Mentre in Brasile collabora con Galvao Bueno nella sua Bellavista Estate a Bagè.

Nel 1999 fonda Winemaking, gruppo di consulenza agronomica ed enologica che approda a “La scuola della vite e del Vino”. La cantina-laboratorio Winecircus vede la luce nel 2001: ricerca e sviluppo di attività orientate ai diversi aspetti dell’attività vitivinicola, in collaborazione con le Università di Padova, di Torino, di Venezia, di Pisa, di Udine e di Palermo. È del 2015 il brand che raccoglie tale esperienza: "Cipresso 43". Ovvero la valorizzazione dei vitigni autoctoni del Parallelo 43 Nord (che in Italia tocca tre importantissime regioni vitivinicole: Marche, Umbria e Toscana) tramite il concetto di terroir diffuso. Un’idea ambiziosa, coltivata col fratello Gianfranco che ha contribuito a darle un’impronta manageriale e amministrativa, e portata avanti da una intuizione che Roberto ebbe nel 1995: La Quadratura del Cerchio.

IL SAPORE DELL’ATTIMO

La vita piena è come un vino buono, ha bisogno di tempo, ha il sapore del paesaggio, il profumo dei fiori, si nutre di esperienza e di passione, si schiude tra le labbra nel piacere di un attimo infinito.
PRENOTAZIONE